Dizionario SEO

L’attributo ALT è la descrizione di un’immagine in HTML, ovvero un testo alternativo associato a un’immagine. Corrisponde ad una stringa di testo che viene visualizzata quando non è possibile per il browser stampare a schermo l’immagine, per esempio perché si sta utilizzando un browser text only o un browser per persone non vedenti.

Di solito, quando un SEO parla di algoritmo, si riferisce a quello di Google. L’algoritmo di Google è il sistema che stabilisce il ranking dei siti per determinate parole chiave.

L’analisi dei backlink è il processo con cui si esamina il link al tuo sito web, e ai siti web dei tuoi concorrenti, per determinare quanto è autorevole agli occhi di Google. In generale, se un sito riceve molti link è considerato autorevole ed avrà maggiori possibilità di posizionarsi bene nelle classifiche dei motori di ricerca.

Si riferisce alla parola o alle parole che si utilizzano per collegare una pagina ad un link. In sostanza, si tratta della parte visibile e quindi cliccabile di un link.

L’article marketing è una strategia di link building che consiste nel pubblicare articoli su siti appositi (siti di article marketing e comunicati stampa) per ottenere link al proprio sito. Questi link vengono inseriti nell’articolo stesso o nella biografia dell’autore. Se vuoi utilizzare questa pratica, controlla che la qualità dei siti in cui pubblichi non sia troppo scadente. Per esempio, evita i siti con PageRank 0.

Il concetto di “author rank” fa riferimento all’autorevolezza di un autore. Oggi Google considera l’autorevolezza di un dominio per classificare i suoi risultati ma, da quando è possibile verificare la paternità di un contenuto (vedi voce successiva), non è affatto assurdo supporre che in futuro Google terrà in considerazione anche gli autori, assegnando loro un punteggio di qualità, basato presumibilmente su dati di Google+, come commenti, +1 e condivisioni.

Google permette di verificare la paternità di un contenuto collegando un dominio (per esempio www.moka-adv.it) con il profilo Google+ dell’autore.

I backlink (chiamati anche inbound link) sono i link che puntano al tuo sito web. È importante tenere traccia del numero di backlink, poiché essi influenzano il posizionamento del tuo sito sui motori di ricerca.

Il black hat SEO si riferisce a quelle tecniche aggressive di ottimizzazione dei motori di ricerca che violano le Istruzioni per i webmaster di Google. Tra le attività più note di black hat SEO ci sono testo e link nascosti, pagine doorway o gateway, cloaking, keyword stuffing, desert scraping e link spam.

È una tattica di link building che consiste nel contattare un webmaster segnalandogli che uno dei suoi link è interrotto, e suggerendogli varie alternative tra cui – naturalmente – il proprio sito. Oltre a dare buoni risultati, questa è considerata una strategia di link building etica (non viola le linee guida di Google) poiché è vantaggiosa per chi la fa, ma anche per il web, in quanto si sostituiscono contenuti persi o abbandonati con contenuti di qualità.

Si tratta di collegamenti che di solito si trovano nella parte alta delle pagine web. Hanno due funzioni principali: permettere all’utente di navigare facilmente sul tuo sito e consentire ai motori di ricerca di determinare facilmente la struttura del tuo sito. È quindi buona norma, dal punto di vista SEO, che i breadcrumbs siano presenti sul tuo sito.

La click fraud è una pratica illegale che si verifica quando persone o software automatici (bot) cliccano su un link pay per click. La clic fraud ha generato un sacco di polemiche. La ricerca su questo argomento dimostra che le persone che fanno maggior uso di click fraud sono aziende che vogliono causare un danno economico a un concorrente, oppure  individui che mirano ad aumentare i propri guadagni dai banner.

Cloaking è una tecnica in cui il contenuto presentato al crawler è diverso dal contenuto che viene fornito all’utente. Il cloaking è considerato una violazione delle linee guida di Google, rientra infatti tra le tecniche di black hat SEO perché cerca di ingannare e manipolare l’indice dei motori di ricerca.

Il content spam è un tipo di contenuto generato con lo scopo di manipolare i motori di ricerca.

La contextual advertising (pubblicità contestuale) è un tipo di pubblicità mirata, pertinente ai contenuti, in cui gli annunci vengono selezionati da sistemi automatizzati e personalizzati per ogni utente. Ad esempio, se un utente sta visitando un sito di film online che utilizza la pubblicità contestuale, l’utente potrebbe vedere la pubblicità di biglietti del cinema o di vendita di DVD. Essendo legata al contesto, questo tipo di pubblicità garantisce maggiore probabilità di essere cliccata.

Un crawler è un programma di proprietà di un motore di ricerca, noto anche come “spider” o “robot”, che esplora in modo sistematico i siti web e legge le pagine e il loro contenuto per l’indicizzazione web. Nel contesto della SEO, i crawler sono importanti per la determinazione della rilevanza di un sito e il posizionamento nei risultati delle ricerche web per una specifica parola chiave. I crawler sono molto attivi e possono visitare un sito web più volte al giorno, controllando gli aggiornamenti. Il crawler più famoso è quello di Google, noto come Googlebot.

Si tratta di un URL preferito scelto tra una serie di pagine con contenuti molto simili o identici tra loro, con lo scopo di evitare la duplicazione di contenuti. Ad esempio, si consiglia di scegliere http://www.tuosito.it come il dominio preferito e impostare il server web per reindirizzare il traffico da http://tuosito.it, http://tuosito.it/index.php e altre variazioni.

Il concetto di doorway page viene spesso utilizzato nel contesto del black hat SEO e si riferisce alle pagine di scarsa qualità ottimizzate per una determinata parola o frase. Lo scopo è quello di ingannare i motori di ricerca e ottenere un posizionamento più elevato per alcuni siti. In sostanza, le pagine doorway reindirizzano il visitatore ad altre pagine web senza che ne siano a conoscenza, utilizzando una forma di occultamento. Esse sono note anche come pagine gateway.

Il nofollow è un attributo che i webmaster possono utilizzare quando linkano un sito web. Essenzialmente, esso indica ai motori di ricerca di ignorare il link. Pertanto, un link con questo attributo è inutile ai fini del ranking. I social network sono noti per l’utilizzo del nofollow per i link a siti web esterni. I link senza l’attributo nofollow sono indicati come dofollow.

Google Panda è il nome di una serie di aggiornamenti dell’algoritmo di Google che valuta la qualità dei contenuti di un sito web. Siti web con contenuti di bassa qualità e con un alto numero di annunci pubblicitari vedono una perdita di posizioni nella classifica di ricerca quando l’algoritmo viene aggiornato.

Google Penguin è il nome di una serie di aggiornamenti dell’algoritmo di Google che valuta prevalentemente le attività di ottimizzazione off-site. I siti web che utilizzano tecniche di costruzione di link innaturali su larga scala (come link di bassa qualità, link di spam, troppi link pieni di parole chiave nell’anchor text, ecc.) vedono una perdita del ranking di ricerca.

Si riferisce alla pratica di fare in modo che una chiave di ricerca restituisca un sito totalmente inaspettato. Questo può essere fatto attraverso la creazione di numerosi link alla pagina con la parola presa di mira nell’anchor text. Di solito, questa pratica ha scopi umoristici, ma viene anche utilizzata per condividere una ideologia politica o sociale.

Google Hummingbird è il nome di una serie di aggiornamenti dell’algoritmo di Google per migliorare il modo in cui le query di ricerca vengono analizzate. A differenza dei precedenti algoritmi di ricerca, che si concentrano su ogni singola parola nella query di ricerca, Hummingbird considera non solo le singole parole, ma anche come esse costruiscono l’intera frase. In poche parole, si concentra maggiormente sul significato piuttosto che sulle particolari parole, analizzando la query in maniera semantica.

Si riferisce alla percentuale di volte con cui una parola o una frase chiave si trova nel contenuto di una pagina, in rapporto al numero totale di parole contenute nella stessa. Ad esempio, se su una pagina web contenente 100 parole, la frase chiave viene ripetuta per 5 volte, la keyword density sarà del 5%.

Non esiste una regola o una percentuale ottimale, ma bisogna tenere in considerazione che ripetere la parola chiave troppo poco potrebbe non essere sufficiente per far capire al motore di ricerca l’argomento della pagina. Ripeterla troppo, al contrario, potrebbe rendere l’articolo illeggibile. La cosa migliore è scrivere in maniera naturale e non meccanica.

È una tecnica SEO poco etica, che consiste nell’inserire un gran numero di parole chiave in una pagina web con lo scopo di manipolare i risultati della ricerca. Questo tipo di parole chiave appare di solito in grandi liste o gruppi, di solito fuori dal contesto. Per via delle evoluzioni degli algoritmi dei motori di ricerca, questa pratica oggi non funziona. Anzi, utilizzandola si rischia solamente di rendere un testo illeggibile e far scappare il lettore, oltre che di subire una penalizzazione da parte di Google.

Link bait (da “bait” che significa esca), si riferisce al contenuto di un sito web progettato con lo scopo di ottenere l’attenzione e attrarre link naturali, utilizzato specialmente sui social media. Matt Cutts definisce il link bait come “qualcosa di abbastanza interessante da catturare l’attenzione della gente”.

Le parole chiave dette long tail (coda lunga) sono tipi di frasi chiave specifiche, di solito composte da almeno tre parole. Per esempio, una parola chiave generica potrebbe essere “hotel rimini”, mentre una parola chiave long tail sullo stesso argomento potrebbe essere “albergo economico a rimini due stelle”. Queste parole chiave vengono utilizzate quando un utente è alla ricerca di qualcosa di molto specifico. Spesso fungono da strategia SEO nella scelta delle keyword perché, pur essendo meno popolari (e di conseguenza con meno volume di ricerca), hanno anche meno concorrenza e un tasso di conversione migliore.

Le meta tag description sono gli attributi HTML che forniscono spiegazioni concise dei contenuti delle pagine web. Sono comunemente usate dai motori di ricerca nelle pagine dei risultati (SERP) per visualizzare frammenti di anteprima di una determinata pagina.

Il meta tag keywords aveva lo scopo di contenere una serie di parole chiave rappresentative del contenuto della pagina per aiutare i motori di ricerca ad individuare l’argomento trattato. Dal 2009 Google ignora questo elemento, pertanto è da considerarsi completamente inutile.

L’ottimizzazione on-site è la parte dell’attività SEO che riguarda gli elementi interni ad un sito, come i contenuti, il codice sorgente e la struttura.

Ciò include l’ottimizzazione dei meta tag (title, description, ecc.) per le parole chiave di riferimento, l’ottimizzazione dei contenuti testuali presenti in ogni pagina, i link interni, la sitemap ed altro ancora.

Si riferisce alle attività di ottimizzazione al di fuori di un sito internet, come la gestione dei link che puntano verso di esso tramite tecniche di link building. L’ottimizzazione off-site è più lunga e complessa di quella on-site, perché riguarda siti fuori dal nostro diretto controllo.

Il PageRank è il punteggio di autorità che Google dà a tutte le pagine su internet. Questo punteggio è basato sul numero e sulla qualità dei link in entrata di un sito web. Il PageRank va da 0 (autorità bassa) a 10 (massima autorità). Solo i siti come lo stesso Google, Twitter e altri hanno PageRank 9 o 10. Siti aziendali o personali autorevoli di solito rientrano tra PR 3 e PR 6.

Il posizionamento, diverso dall’indicizzazione, è l’insieme di azioni eseguite dagli esperti di SEO per fare in modo che un sito compaia in una specifica posizione (ad esempio entro la prima pagina o entro i primi risultati) nelle classifiche dei motori per determinate parole chiave. Il posizionamento è l’obiettivo dell’attività SEO.

Un referral domain rappresenta un dominio che rimanda al tuo sito, perché al suo interno sono presenti uno o più link indirizzati verso di esso.
Si pensi ad esempio a quando, all’interno di un forum, viene linkata la pagina di un sito esterno: in quel caso il forum diventa il referral domain di quel sito esterno. Il numero di referral domain è un fattore di ranking più importante del numero di backlink, contrariamente a quanto molte persone ritengano.

I risultati organici sono quelli non a pagamento. Su Google i risultati a pagamento si trovano nella colonna di destra, oppure in alto sulla sinistra (normalmente i primi tre risultati), e si distinguono da quelli organici essenzialmente per la presenza di un piccolo rettangolo con all’interno la scritta “Ann.” o “Annunci”.

Il robots.txt, noto anche come “Robot Exclusion Standard” o “protocollo robots.txt”, è un file di testo standard che istruisce i robot dei motori di ricerca su come eseguire la scansione e l’indicizzazione delle pagine web. Ad esempio, attraverso il robot.txt è possibile indicare a un motore di ricerca di non indicizzare alcuni file o cartelle all’interno del tuo sito. Può essere utile, per esempio, usare questo file per non far indicizzare quel materiale, presente sul sito, che non è inutile al posizionamento o che è fuori tema, facendo in questo modo risparmiare tempo al robot.

SERP è l’acronimo di Search Engine Results Page e si riferisce alla lista dei risultati restituiti dal motore di ricerca in risposta a una query.

In parole semplici, una sitemap XML (generalmente chiamata sitemap) è un elenco delle pagine del tuo sito web. La creazione e l’invio di una sitemap, attraverso Google Webmaster Tools, consente a Google di indicizzare tutte le pagine del tuo sito, compresi gli URL che non possono essere individuati tramite la sua normale procedura di scansione.

Il tag title è uno degli elementi più importanti della SEO e si riferisce al titolo principale che descrive un documento online. Il tag title dovrebbe dare informazioni circa l’intera pagina in poche parole. È molto importante avere tag title giusti per ottenere buoni risultati dai motori di ricerca. I tag title appaiono nel browser e nella pagina dei risultati dei motori di ricerca.

La white hat SEO si riferisce alle tecniche di ottimizzazione consigliate da Google, come ad esempio creare titoli di pagina unici ed accurati o rendere il proprio sito semplice da navigare.  È l’opposto delle tecniche di black hat SEO, che invece tentano di imbrogliare l’algoritmo di Google.