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Landing page efficace: come costruire una pagina che converte davvero

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Portare traffico su un sito è la parte facile. Il problema arriva dopo: l’utente clicca, atterra su una pagina qualsiasi, si guarda intorno e se ne va. Il budget è speso, il contatto non c’è mai stato. È qui che entra in gioco la landing page efficace, cioè una pagina costruita con l’obiettivo principale di trasformare la visita in un’azione misurabile.

Nella nostra guida vedremo cos’è, a cosa serve e cosa distingue la home page da una landing page efficace. Leggi di più.

Indice dei contenuti

Cos’è una landing page efficace?

Una landing page efficace è una pagina web autonoma, progettata attorno a un unico obiettivo: convertire.  La landing page efficace riesce, insomma, a far compiere l’azione richiesta all’utente col minor attrito possibile. “Landing” significa atterraggio: è la pagina su cui l’utente arriva dopo aver cliccato un annuncio, un’e-mail, un post sui social o un risultato di ricerca.

La differenza tra una landing page qualsiasi e una landing page efficace sta in tre condizioni che devono valere tutte insieme.

Il risultato è un percorso binario: l’utente accetta l’offerta oppure esce. Non esiste una terza opzione. Questa è esattamente la ragione per cui le landing page convertono più delle pagine tradizionali di un sito.

A cosa serve una landing page?

Serve a chiudere il cerchio di una campagna di digital marketing. Ogni euro investito in Google Ads, Meta Ads, LinkedIn Campaign o in e-mail marketing produce clic: la landing page è il punto dove quei clic diventano valore economico.

Gli usi più frequenti sono:

C’è poi un vantaggio meno visibile ma decisivo: la landing page è misurabile. Poiché ha un solo obiettivo, il tasso di conversione, il costo per acquisizione e il ritorno sull’investimento diventano numeri leggibili, non stime. Su una pagina multi-obiettivo, invece, i dati si sporcano e capire cosa ha funzionato diventa quasi impossibile.

Che differenza c’è tra landing page e home page?

La home page racconta chi sei. La landing page ti esorta a fare qualcosa. Da questa differenza d’intento discende tutto il resto.

La home page deve offrire percorsi: l’utente che ci arriva non sa ancora cosa cerca e va orientato. La landing page riceve, invece, l’utente già profilato da un annuncio o da una query di ricerca specifica; quindi, con necessità precise e poca pazienza. Mandare traffico a pagamento sulla home page è l’errore più costoso e comune che vediamo: si paga per un clic qualificato e lo si scarica in un ambiente pensato per chi non ha ancora deciso nulla.

Cosa vuol dire lead generation?

Fare lead generation significa acquisire i dati di contatto di persone potenzialmente interessate a ciò che vendi con il loro consenso, ovviamente, per poi ricontattarle e accompagnarle verso l’acquisto. Un “lead” è, appunto, un contatto: un nome, un’e-mail, spesso un numero di telefono.

Il meccanismo è uno scambio di valore. L’utente non lascia i propri dati per gentilezza, lo fa se in cambio riceve qualcosa che percepisce come utile: un’informazione, un preventivo personalizzato, un e-book, l’accesso a un webinar, uno sconto, una prima consulenza. La landing page è lo strumento operativo di questo scambio: presenta l’offerta, spiega il beneficio, elimina le obiezioni e mette a disposizione il form.

Un punto spesso trascurato: la conversione non è il traguardo, è l’inizio. Il lead raccolto entra in un funnel, riceve comunicazioni di nurturing, matura fiducia e solo in un secondo momento acquista. Una campagna di lead generation senza un seguito strutturato produce contatti che si raffreddano nel giro di pochi giorni.

I 7 elementi di una landing page che converte

landing page efficace infografica

Come si misura e si migliora una landing page

Nessuna landing page nasce già ottimizzata e nel digital marketing è il dato a decidere, non l’opinione. Il lavoro vero inizia dopo la pubblicazione, guardando quattro diversi indicatori:

Il metodo più affidabile per migliorarli è il cosiddetto A/B test: si pubblicano due versioni della pagina che differiscono per un solo elemento (headline, immagine principale, testo o colore della CTA, lunghezza del form) e si confrontano i risultati su un campione abbastanza ampio da essere significativo. Un solo elemento per volta, altrimenti non si capisce cosa abbia prodotto la differenza.

Va deciso consapevolmente anche se indicizzare la pagina. Per una promozione a tempo ha senso tenerla fuori dai motori di ricerca; per un servizio stabile, invece, una landing page ottimizzata su parole chiave transazionali continua a portare contatti in modo organico anche quando le campagne a pagamento sono spente.

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